La polizia carica il corteo degli studenti

Il corteo che si è mosso oggi, 2 dicembre, per le vie del centro è stato caricato dalla polizia mentre era al Teatro S. Carlo. Gli studenti infatti stavano incontrando i lavoratori del teatro anche loro in mobilitazione da mesi contro i tagli al mondo dello spettacolo.

La polizia ha caricato ripetutamente colpendo passanti e creando disordine. Poi ha portato in questura due studenti che ad ora sono ancora in stato di fermo.

Il corteo sta presidiando la questura in attesa del rilascio dei due fermati. Chi può accorra.

Blocchiamo tutto.

Coordinamento II Policlinico

Occupato il Mazzini!

Oggi  l’ISS Mazzini ha deciso di urlare il proprio dissenso nei confronti del decreto gelmini attraverso l’occupazione dell’edificio.

Nonostante la repressione del preside, che ha cercato di  intimore gli studenti, arrivando addirittura ad aggredire una ragazza, in questo momento al Mazzini sono in corso un’assemblea organizzativa e un approfondimento sulla legge!

Contro la scuola autoritaria che vuole tappare la bocca e tarpare le ali agli studenti, che ogni giorno di più assume il volto della che la “ministra” Gelmini ha in mente, per la partecipazione degli studenti, per un’istruzione libera, esprimiamo la solidarietà al Mazzini e a tutte le scuole occupate.

Riprendiamoci il nostro futuro!

Coordinamento II Policlinico

Vogliono BLOCCARCI il futuro? Noi BLOCCHIAMO TUTTO.

Oggi, studenti di scuole e università, siamo scesi nuovamente in piazza e, diretti verso la stazione centrale, abbiamo occupato i binari della Freccia Rossa, impedendo la circolazione dei treni ad alta velocità. Dopo il blocco del traffico ferroviario, protrattosi per oltre un’ora, ci si è diretti nuovamente in corteo verso il museo nazionale, per sfilare da lì lungo le vie del centro storico bloccando il traffico, facendo sentire alla gente la propria voce.

Cori e striscioni “blocchiamo tutto”, “No: rifiuti in strada, discariche, inceneritori. Si: differenziata, recupero, riciclo, riuso” tenevano alta l’attenzione non solo sul “decreto Gelmini” recentemente approvato alla Camera, ma anche sulla questione rifiuti, lanciando la data nazionale dell’11 dicembre a Terzigno.

La riforma universitaria è solo l’ultimo dei tanti tasselli che vanno a comporre il quadro generale di un Paese in cui si antepone l’interesse di pochi ai bisogni della popolazione, dal momento che sottomette l’istruzione alle esigenze del mercato, creando futuri lavoratori, precari a vita, privi di qualsiasi pensiero critico e diritti.

L’elemento speculativo è alla base anche dell’emergenza rifiuti, per la quale per anni governo e amministrazioni locali hanno avallato quel sistema di interessi che se da un lato lega politica, massoneria, camorra e imprenditori, dall’altro avvelena i territori e uccide gli abitanti della Campania.

La contestazione studentesca si è quindi unita a quella per la difesa del territorio, nell’ottica della generalizzazione delle lotte, con la quale ci si può opporre agli interessi borghesi.

UNITI SI VINCE.

Coordinamento II Policlinico

Guarda le foto del blocco stradale

Contemporanemente in tutta la città i comitati in difesa della Salute e dell’Ambiente hanno realizzato vari blocchi in strada con i rifiuti, parte delle tantissime tonnellate che ancora giacciono, chiedendo di liberare Napoli dall’immondizia con l’attuazione però di un autentico piano alternativo.

I blocchi sono stati realizzati a Materdei (via Imbriani), al centro storico, a Pianura, a via Argine a Ponticelli, a piazza Cavour.

Proiezione “Una montagna di balle”

Mercoledì 1/12/10 ore 13.00

presso l’edificio 20 del II Policlinico

proietteremo il docutrashfilm

“Una montagna di balle”


in preparazione del

corteo contro la devastazione ambientale

dell’11/12 a Terzigno.

“Il prossimo 11 Dicembre diventi una giornata di lotta per dire NO alla devastazione dell’ambiente e alla militarizzazione dei territori, NO alle grandi opere inutili, devastanti e dai costi insostenibili, No

alla logica dell’emergenza sul tema dei rifiuti, NO alla cancellazione dei diritti. Una giornata di lotta per la difesa dei territori e per far valere gli interessi delle popolazioni, e un segnale ai migranti

costretti a salire sulle gru per essere visibili per dire loro che il paese che scende in piazza è al loro fianco.”

Coordinamento II Policlinico

Solidarietà ai compagni di Banchi Nuovi

Lo squadrismo, oggi come sempre nella nostra storia, rappresenta la pratica di chi non è capace di essere guardato in faccia dalla gente, di chi è costretto a uscire la notte, proprio come i topi, per il timore di essere riconosciuto, disprezzato, isolato. Rappresenta anche la debolezza di chi dipende dalle cravatte che tira agli omuncoli del potere e con cui deve scambiarsi favori, la debolezza di chi non è in grado di contare sui propri mezzi culturali, sociali e politici per portare avanti i suoi percorsi.

Non sono le insegne e le etichette a distinguere uomini, organizzazioni, movimenti. Comunque essi stessi si chiamino, qualunque sia il loro orizzonte dichiarato, la cornice ideologica in cui si riconoscano, gli uomini che praticano lo squadrismo sono fascisti.

La loro aggressione al Centro Sociale “Banchi Nuovi” non ci mette paura, anzi…

Attraverso questi atti vigliacchi ci convinciamo ancor di più dei nostri mezzi, delle nostre pratiche, sappiamo di fare paura, sappiamo che nessuno mai riuscirà a comprarci e che muoversi dal basso e unitariamente è la risposta che dobbiamo dare.

Esprimiamo la più sincera solidarietà al movimento dei disoccupati “Banchi Nuovi” e ci impegnamo si da subito a rispondere il più efficacemente possibile, insieme a tutti i compagni, all’offensiva squadrista messa in atto dal potere e da suoi scagnozzi.

Coordinamento II Policlinico

Stanno per approvare la riforma Gelmini! La lotta continua!

Il famigerato ddl 1905, la cosiddetta riforma Gelmini, sta ormai per essere approvato. Malgrado lo scontro interno al blocco di potere che detiene il governo del paese, tra oggi e domani la Camera dei Deputati si appresta a dare il proprio sì a quello che si configura come un vero e proprio smantellamento dell’attuale sistema universitario.

Ma cos’è cambiato dal periodo dell’inizio delle lezioni ad oggi? Cosa ha fatto cambiare idea a quelle forze politiche che avevano promesso barricate pur di non far passare un disegno di legge che a detta loro avrebbe condotto alla morte degli atenei? In realtà nulla! Detto senza tanti fronzoli, il ministro Tremonti ha semplicemente ridotto l’entità dei tagli (da 1,2 miliardi a comunque più di 400 milioni di €!), elargendo un’elemosina per mettere a tacere alcuni degli scontenti.

Il sistema universitario rimane sottofinanziato; d’altra parte si continua invece a dispensare a piene mani al CEPU e alle altre università private! Il CdA diverrà il reale organo di governo degli atenei, prendendo le decisioni sulla base di criteri puramente finanziari. A maggior ragione perché vi entreranno rappresentanti delle imprese, con la possibilità concreta di indirizzare – più di quanto non accada già oggi – didattica e ricerca. Il ruolo di ricercatore si conferma essere in via di estinzione e gli studenti subiranno un ulteriore peggioramento delle proprie condizioni: è confermato il taglio alle borse di studio di ben il 90%, si prevedono (e in alcune città già sono effettivi) aumenti delle tasse universitarie e si introducono i “prestiti d’onore” che significheranno (come dimostra l’esperienza britannica) indebitamento a vita!

L’accelerazione dell’iter parlamentare del ddl 1905 ha imposto ai movimenti che si oppongono a questo progetto una risposta rapida: in tutta la penisola si moltiplicano le occupazioni e le proteste in scuole, facoltà e piazze. Come da tempo ripetiamo “il futuro non è scritto!”: sta a noi, alla nostra rabbia, alla nostra volontà di costruirci un futuro diverso da quello che vorrebbero “regalarci” governo e Confindustria, inceppare l’ingranaggio!

Assemblea studentesca

Ore 15:00 Palazzo Giusso

STUDENTI UNIVERSITARI AUTORGANIZZATI

Assemblea al Policlinico: questione rifiuti e conseguenze sulla salute

Scontri tra polizia e manifestanti, lanci di materiale incendiario a Terzigno, cittadini feriti a Taverna del Re, blocchi stradali a Chiaiano; mamme e bambini caricati, autocompattori che perdono fetido percolato ribaltati e dati alle fiamme: cos’è che sta incendiando la provincia di Napoli da Nord a Sud nelle ultime settimane, riaccendendo le lotte nei nostri territori? Cos’è che ha fatto saltare il coperchio del problema rifiuti? Forse sarebbe più giusto chiedersi come mai tutto questo succede solo adesso…

Giovedì 11 novembre 2010

ore 13,30

edificio 20 del II Policlinico – aula C

Assemblea pubblica

Questione rifiuti e conseguenze sulla salute

Intervengono

Prof. Angelo Genovese

Dott. Giuseppe Comella

Movimento per la Difesa del Territorio – Area Vesuviana

Rete Campana Salute e Ambiente

La Campania è stata oggetto di una devastazione ambientale senza scrupoli attraverso gli sversamenti illegali delle organizzazioni criminali a cui le industrie, soprattutto del nord, facevano riferimento per disfarsi dei rifiuti tossici e radioattivi a costi minimi.

Ma da quando la legge ha regolarizzato il ciclo dei rifiuti solidi urbani, consentendo ai Comuni di riunirsi in società miste con privati (consorzi unici di bacino) per gestirlo interamente e guadagnare da trattamento e smaltimento, il business è diventato irresistibile anche per la Pubblica Amministrazione: per loro la “monnezza” è oro, ma è sempre e solo la popolazione a farne le spese, non solo dalle proprie tasche ma soprattutto sulla propria pelle. A rendere ancora più “singolare” la situazione campana, chiude il quadro la famigerata “provincializzazione”, per la quale il  ciclo dei rifiuti viene attualmente gestito, secondo percorsi centralizzati, da un’unica azienda per provincia con la totale esclusione della Regione dalle dinamiche di responsabilità. Ma la popolazione è stanca e la sua lotta ha evidenziato sia l’affarismo che si nasconde dietro  questo stato di cose, sia l’importanza di affrontare il problema alla radice che,  prima ancora di essere quello  della gestione dei rifiuti, passa per un modello di produzione che delega al “libero” mercato la gestione delle risorse e alla cultura del consumo e dell’usa e getta la produzione dei rifiuti. Se non si cambia in questo senso (prevenzione nella produzione,  riutilizzo,  riciclaggio e  recupero) è chiaro che la risoluzione del problema rifiuti potrà essere solo procrastinata di volta in volta dai vari spot pubblicitari pre – elettorali. Leggi tutto “Assemblea al Policlinico: questione rifiuti e conseguenze sulla salute”

LA VIOLENZA DELL’IGNORANZA. SOLIDARIETA’ AL COLLETTIVO RISCOSSA

L’aggressione violenta da parte di gruppi di smidollati che si rifanno all’ideologia 
fascista avvenuta la notte del 30 Ottobre a Catanzaro non ha suscitato in noi non 
soltanto solidarietà, ma anche profonda rabbia. Rabbia per un contesto istituzionale 
che, colmo di falsità, avalla se non incentiva la formazione di idee reazionarie e 
di gruppi violenti di trogloditi vestiti a lutto che si fregiano di simboli di 
ignoranza.

La massima vicinanza ai ragazzi aggrediti, che lavorano giorno dopo giorno per 
ricostruire una prospettiva sociale in un contesto oggettivamente difficile, ed 
ovviamente al giovane compagno rimasto gravemente ferito. Nell’augurargli una pronta 
e completa guarigione, rileviamo quanto sia descrittivo di chi l’ha compiuto l’atto 
di due pugnalate alle spalle. Parole vuote come onore si materializzano in una 
concretissima vigliaccheria.

Ma non intendiamo sottovalutare soprattutto il significato politico di quanto 
accaduto, che descrive a pieno un Paese in decadenza impegnato a dipanare squallore 
quotidiano ma che, sotto la coltre mediatica, distrugge diritti, stato e tessuto 
sociale lasciando campo aperto alla violenza, da strada come quella di Catanzaro o di 
Stato come nel Vesuviano.

La nostra vicinanza e la nostra solidarietà si concretizzerà con la presenza a 
qualsiasi iniziativa che i collettivi antifascisti di Catanzaro intenderanno organizzare 
nei prossimi giorni.

Collettivo Studentesco P2 Occupata
Università della Calabria

https://p2occupata.noblogs.org/   



CATANZARO, FERITO AL CENTRO
SOCIALE: MATRICE DI DESTRA

Un'aggressione partita da ambienti dell'estrema destra
per motivi politici. È questa la pista seguita dagli investigatori
della Digos di Catanzaro per risalire all'autore del ferimento di R.M.,
il giovane di 27 anni accoltellato nella tarda serata di sabato davanti
alla sede del collettivo Riscossa di Catanzaro. Un'aggressione che solo
per puro caso non si è trasformata in tragedia. Il giovane, infatti, è stato
colpito con due coltellate alla schiena. Operato d'urgenza, adesso è
ricoverato nel reparto di chirurgia dell'ospedale con 30 giorni di prognosi
ed oggi pomeriggio ha ricevuto la visita del sindaco di Catanzaro Rosario Olivo.
Al momento l'accoltellatore non è stato identificato, ma alcuni denunciati ci sono
già. E non sono gli aggressori, ma gli aggrediti, gli amici di R.M., che prima
lo hanno portato in ospedale e poi sono stati segnalati dalla polizia per
detenzione illegale di arma bianca, in seguito al ritrovamento da parte degli
agenti della Digos di una falce nella loro sede. «Una vecchia piccola falce ormai
arrugginita - hanno spiegato i giovani - da noi conservata in quanto simbolo della
tradizione e delle lotte del movimento operaio e contadino. Anzichè ricercare altrove
la lama che aveva ferito il nostro compagno, la loro attenzione si è concentrata
su quel vecchio attrezzo, per il quale siamo stati denunciati». Le indagini,
comunque, vanno avanti. Nel pomeriggio, alcuni giovani vicini ad ambienti dell'estrema
destra sono stati portati in questura per essere sentiti da investigatori e pm. La loro
posizione è quella di persone informate sui fatti ed al momento nessun provvedimento è
stato preso nei loro confronti. Secondo la ricostruzione fornita dai giovani del
Riscossa, il tentato omicidio di R.M. è avvenuto intorno alle 23.30, al termine di
un'aggressione che era stata preceduta, un paio d'ore prima, dal lancio di un mattone
contro una finestra della sede del collettivo, ad opera di «un gruppetto di
fascisti che ha iniziato a provocarci con insulti e minacce». Trascorse un
paio d'ore, davanti alla sede, in cui era in corso la presentazione di una rivista,
 il gruppo di estrema destra si è ripresentato, questa volta più numeroso, ed è partita,
 sostengono ancora i militanti di sinistra, «la seconda aggressione nel corso
della quale uno dei componenti ha estratto un coltello e con estrema lucidità e
determinazione ha colpito il nostro compagno con due fendenti alla schiena».
E mentre i giovani del collettivo Riscossa si sono riuniti stasera per decidere
quali iniziative intraprendere eventualmente, in serata il movimento politico
 extraparlamentare Alternativa popolare, in una nota, si è dichiarato
«assolutamente estraneo ai fatti, in quanto l»azione non è stata
organizzata ed attuata dal nostro movimento. Da quanto appreso da organi
d'informazione siamo venuti a conoscenza che i cosiddetti 'aggreditì sono
stati trovati in possesso di armi bianche e oggetti atti ad offendere,
utilizzati dagli ultimi durante la lite«. Per Alternativa popolare, dunque, »non
è difficile dedurre che azioni violente e squadriste non appartengono solo a
 determinate frange politiche troppo spesso demonizzate
 e criminalizzate per pregiudizi infondati«.

Con Terzigno, con Giugliano, con Chiaiano, con Sant’Arcangelo… per la Campania!

Dopo l’appello lanciato al termine della manifestazione di Terzigno del 30 ottobre, giovedi ci sarà una giornata regionale in solidarietà a chi si difende dalla devastazione, a Terzigno, come a Giugliano o a Chiaiano, ma anche per pretendere che finalmente ci sia una svolta radicale su quel ciclo alternativo, che è posssibile ed è ora più che mai ne…cessario!
Raccolta differenziata porta a porta, riciclo, compostaggio, norme anti-imballaggi, trattamento a freddo del rifiuto residuo in direzione del riciclo totale! Sono percorsi praticabili con investimenti di gran lunga inferiori al ciclo discariche-inceneritori-discariche (necessarie anche per le ceneri da combustione) che sta drammaticamente affondando la Campania.
Senza un enorme cambio di marcia in questa direzione, resistere è giusto ed è anzi indispensabile!!
Il dramma non è solo delle comunità locali che si vedono di volta in volta aggredite da queste bombe ecologiche, gestite quasi sempre in società dallo Stato e dai mafiosi, ma di tutta la popolazione campana, il cui ecosistema è drammaticamente inquinato, con danni enormi alla salute che le Asl reticenti cercano vergognosamente di occultare.

La giornata di giovedi avrà un messaggio su tutti: la fattibilità immediata delle alternative e il fatto che se non vengono praticate è esclusivamente per difendere gli enormi profitti speculativi derivanti dalla gestione delle megadiscariche, dai contributi statali e dagli appalti sugli inceneritori. Profitti quantificabili in Campania in miliardi di euro divisi tra grandi lobbyes del settore, ecomafie e burocrazie.
Tutti ormai sappiamo che i “miracoli” sono finiti, che “l’emergenza” è una strategia di governo, che è in gioco la nostra terra, la salute, la possibilità stessa di una vera democrazia.
MOBILITIAMOCI!!

A Napoli un appuntamento per tutti e tutte è alle ore 16.00 sotto la Provincia in piazza Matteotti, dove si presenterà provocatoriamente il piano alternativo, si chiederanno dei provvedimenti immediati e si realizzerà un’installazione molto eloquente per ricordare a tutti i cittadini le ragioni speculative della “crisi”!

per adesioni e più info: vesuvioresiste@gmail.com

Movimenti, comitati e reti ambientaliste della campania