Giù le mani dai servizi sanitari!

Il Diretttore del Pascale si affretta a smentire la dismissione della
radioterapia. I comitati non convinti continueranno vigilanza ed iniziative.

Oggi all’ esterno dell’istituto dei Tumori Pascale si è svolto un
presidio informativo per denunciare quanto accade nel reparto di
Radioterapia,dove è in atto una significativa riduzione dell’attività di
cura a scapito dei pazienti e del diritto alla salute di tutti.
Al momento si sostanzia nello smantellamento di quasi tutto il reparto;
vari impianti (tac, simulatore) fondamentali nella cura dei tumori sono
fermi da tempo, quelli da sostituire per obsolescenza o per altri
problemi tecnici NON SONO STATI SOSTITUITI, ma ciò che costituisce il
dato più preoccupante è l’immotivato fermo di macchine funzionanti che
assicuravano la cura di numerosi pazienti.

Il presidio è stato promosso dal Comitato Campano per il Diritto alla
Salute Pubblica e contro la precarizzazione. Hanno aderito i cobas della
sanità, i comitati in difesa della salute e dell’ambiente e quelli
civici di Giugliano e Chiaiano, Studenti del Policlinico
2°,l’associazione delle donne UDI e quella per la difesa del malato.
Durante il presidio è stato affisso uno striscione sul muro esterno
dell’Istituto “contro la precarizzazione della sanità”, e spiegato con
megafoni e volantini i motivi della protesta.
“Siamo indignati per la precarizzazione della sanità e della vita,
vogliono privatizzare perfino il diritto alla cura”.

Si è voluto ricordare ai pazienti, ed ai passanti, che da Luglio scorso,
la radioterapia del Pascale non esegue più cure per le donne affette da
patologie tumorali alla mammella e si registra una seria riduzione delle
cure radioterapiche anche per tutte le altre diagnosi tumorali.
In particolare si è ribadito che è incomprensibile chiudere due impianti
su tre, pur se vecchi ma fino ad ora funzionanti, senza prima
sostituirli con quelli nuovi al fine di garantire l’ordinario carico
all’interno della struttura.
Sorge il dubbio che in realtà tale dismissione nasconda un’operazione
velata di trasferimento di pazienti e soldi pubblici verso strutture
private che non siamo disposti ad accettare in silenzio.

Alla fine del presidio una rappresentanza dei comitati è stata ricevuta
dal Direttore Generale del Pascale Dott.re Pedicini.

Durante l’incontro ci sono state comunicate le grandi aspettative di
rinnovamento future che tuttavia non ci hanno per niente convinti.

Apprendiamo che si stanno finalmente riammodernando gli impianti, ma
quello che non riusciamo ancora a capire è perchè per fare questo si è
dovuto chiudere per il 50% dei pazienti, in maggioranza donne, l’accesso
alla cura nel Pascale.
La risposta della direzione è di per se preoccupante poichè dice che i
due impianti philips , attualmente in uso e di cui è prevista la
dismissione, sono tanto vecchi da rappresentare un pericolo per il
personale e per i pazienti, che sono fuori dalla produzione da anni e
per questo vanno smantellati.
Ma perchè allora ai lavoratori del reparto è stato chiesto di
incrementare il numero dei pazienti sugli stessi impianti fino ad agosto
2011?. Ciò che sappiamo è che in questo periodo sono stati trattati fino
a 60 pazienti al mese sulle 12 ore, altri 40 sull’apparecchio Varian.
Se gli impianti Philips sono tanto vecchi da anni, ribadiamo la domanda,
perchè si è perso tanto tempo nella sostituzione mettendo a rischio
pazienti e lavoratori? E perchè con una gara di appalto già pronta,
piano di spesa approvato, bando di gara pubblicato sul burc della
regione nel 2009, si è fermato tutto per rifare una nuova gara con
ulteriore perdita di tempo?

Il direttore generale dice anche che sul solo impianto Varian rimasto in
uso riusciranno a trattare 60 pazienti al giorno, con un’incremento di
20 pazienti al giorno sempre sulle 12 ore. A tutt’oggi ne stanno
trattando meno di 40.
Altri 20 pazienti, apprendiamo inoltre che verranno trattati,
prossimamente, nell’ospedale Ascalesi dagli stessi operatori del Pascale
che faranno il turno del mattino nell’Istituto orario 8- 15.12 e da
quelli dell’Ascalesi che fanno un’orario prolungato dalle 8 alle 15,12 e
poi attaccano con il turno straordinario fino alle 17, questo per i
pazienti in carico all’Ascalesi. Dopo in un progetto congiunto
Ascalesi-Pascale gli stessi operatori comincirebbero il trattamento dei
20 pazienti in carico al Pascale.
Il progetto è volontario e vi partecipa chi vuole. La terapia una volta
cominciata non si può interrompere,questo progetto dovrebbe durare per
almeno un anno. Anche volendo prendere per buone le cose dette si
tratterebbe di un bel sacrificio da chiedere ai dipendenti che devono
lavorare sulle 12 ore fino alle 20 tutti i giorni e soprattutto ai
pazienti che per burocazia, attese, ritardi finirebbero per dover
scegliere sempre più i centri privati.

Alla fine dell’incontro continuiamo a chiederci: ma siete proprio sicuri
che le vostre scelte siano quelle giuste per la sicurezza e la qualità
della terapia offerta ai pazienti?

Noi continuiamo ad avere seri dubbi circa queste scelte che di fatto
stanno già negando il diritto dei pazienti a curarsi in questa struttura.
Continueremo quindi a vigilare organizzando nuove iniziative e tenendo
informata l’intera cittadinanza.

Comitato Campano per il Diritto alla Salute Pubblica