La lotta non può essere sgomberata!!! Solidarietà ai compagni dell’orientale.

Sembrava un tranquillo lunedì e invece la mano repressiva delle istituzioni ha mostrato la propria forza.

Alle 7.00 ca. i carabinieri in assetto antisommossa hanno fatto irruzione nei due spazi FANON e ZERO81, da poco LIBERATI dall’oblio e restituiti ad una funzione sociale e di lotta. Le forze del (dis)ordine hanno persino valicato i confini della mensa occupata penetrando con irruenza all’interno di Palazzo Giusso, sede dell’università Orientale, proprio con la complicità del rettore Viganoni. Un evento repressivo del genere non si verificava da 40 anni, ed è dunque emblema della repressione contro chi in questi mesi di lotta ha voluto riappropriarsi dei propri spazi, dei propri diritti, del proprio futuro.

La nostra lotta non può fermarsi di fronte alle continue intimidazioni, ai continui sgomberi, da parte delle istituzioni.

LA VOSTRA REPRESSIONE NON CI FA PAURA, PER DIFENDERE I NOSTRI SPAZI LIBERATI LA LOTTA SARA’ SEMPRE PIU’ DURA.

APPUNTAMENTO ALLE ORE 15.00 A PALAZZO GIUSSO.

Coordinamento II Policlinico

Prima Federico II, poi Orientale: bloccati il Senati Accademici. Impediamo l’applicazione della Riforma!

Il 25 gennaio abbiamo fatto irruzione al Senato Accademico dell’Università di Napoli l’ Orientale, interrompendo e invalidando la seduta.

Questa azione è stata effettuata in continuità con il blocco del giorno precedente del Senato Accademico della Federico II che allo stesso modo è stato invalidato (leggi comunicato seguente).

Attraverso un documento abbiamo dato voce alle istanze degli studenti e abbiamo riaffermato ancora una volta la nostra contrarietà alla riforma Gelmini e la volontà  di continuare le mobilitazioni.

Abbiamo chiesto una presa di posizione netta e concreta da parte del S.A. dell’ateneo, riportando come esempio la scelta del rettore dell’Università di Torino Pelizzetti di far uscire il proprio ateneo dalla CRUI.

Nel corso delle mobilitazioni di novembre e dicembre alcuni docenti avevano espresso la propria  (presunta?) solidarietà, appoggiando le istanze anti-riforma del movimento studentesco. Tuttavia in questa sede istituzionalela risposta è stata unanime ma negativa, quasi in perfetta continuità con la strategia politica del Governo che continua a ignorare il dissenso studentesco.

Nonostante il varo formale della Riforma, l’applicazione nel concreto è delegata ai singoli atenei che hanno il compito di riscrivere gli statuti entro i 9 mesi previsti dalla legge, recependo i nuovi decreti. Abbiamo chiesto di non nominare le commissioni che dovranno riscrivere gli statuti, ricevendo dal Senato un rifiuto categorico, giustificato “dall’impossibilità di trasgredire la legge”.

Non sarà il loro immobilismo a fermare la nostra mobilitazione!

La riforma è passata… possiamo impedire che venga applicata!

La riforma è passata… Possiamo impedire che venga applicata!

Oggi 24 Gennaio era prevista la seduta del Senato Accademico dell’Ateneo Federico II, atta a muovere i primi passi verso l’applicazione effettiva della “legge Gelmini” nei singoli Atenei.

Il movimento studentesco, come annunciato, ha impedito lo svolgimento della seduta, cercando sin da subito di intaccare i vari passaggi dell’applicazione, dimostrando con la nostra presenza che il varo della Riforma non è per noi una sconfitta, bensì un ulteriore motivo per proseguire la lotta

Durante l’interruzione della seduta si è svolta la lettura di un documento che riportava le nostre posizioni sulla riforma e sottolineava l’interesse da parte degli organi accademici a sostenere l’attuazione definitiva della legge; a dimostrazione di ciò, si è avuta come risposta da parte del rettore e dell’intero senato la volontà di proseguire la seduta, minacciando provvedimenti “legali”.

Non saranno di certo le minacce degli organi istituzionali a fermarci, ma proseguiremo già da domani con l’appuntamento per l’interruzione del Senato Accademico dell’Orientale.

Non permetteremo che questa riforma venga attuata nei Nostri atenei!

Movimento Studentesco Napoletano

Clicca qui per leggere il documento presentato al senato accademico.

Sabato 22/01: Aba Shanti-i LIVE @ Officina99

Il ricavato della serata servirà alla costituzione di un fondo per le spese legali nei processi contro gli attivisti/e dei movimenti impegnati a difesa di un’istruzione pubblica e gratutita, contro il razzismo e il fascismo, la precarietà e la devastazione ambientale

Cau-Officina99-LoSka-Coor2pol

Contro la criminalizzazione dei Movimenti uniamo le lotte, estendiamo la solidarietà
SABATO 22 DICEMBRE DUEMILAUNDICI
…ABA SHANTI-I IN SESSION
THE EARTH ROCKER SOUNDS OF JAH LIGHTNING AND THUNDER
ls Bruciatown fa-mass & Sunweed sound system
C.S.O.A. Officina 99

(via gianturco)

info e aggiornamenti anche su officina99.org

Solidarietà ai compagni di Architettura Preoccupata

In questa nuova fase di lotta, quando gli animi e le speranze degli studenti sono proiettati verso la prospettiva di una nuova società, soprattutto attraverso l’impegno in quei luoghi, come l’università, fucina di energie propulsive, la vigliacca risposta repressiva delle istituzioni e dei propri manutengoli cerca di spegnerne lo spirito rivoluzionario.

Il 12 gennaio 2011 l’aula occupata di Architettura, a Forno Vecchio, è stata sottratta agli studenti, per la reazione fascista del preside. Il giorno dopo, nel corso di una partecipata assemblea pubblica, gli studenti hanno deciso di rioccupare l’aula, ma la vigliacca risposta delle istituzioni non si è fatta attendere: l’aula è stata risgomberata ed è stata assunta una guardia giurata a piantonarne per 12 ore al giorno l’accesso. Si trattava di uno spazio liberato, dove finalmente le esperienze di autogestione e autorganizzazione stavano cercando di porre rimedio alla storica sperequazione e selezione di classe imperante nell’università italiana, dal momento che questi meccanismi, alla luce della nuova “Riforma Gelmini”, si apprestano a diventare prassi e non eccezione. I compagni di architettura avevano organizzato uno spazio in risposta ai bisogni degli studenti, organizzando laboratori plastici, sala multimediale, sala proiezioni, aree studio, aree svago e ristoro, biblioteche ed emeroteche, cercando di ridurre in questo modo disagi e contraddizioni che quotidianamente gli studenti  incontrano nel loro viatico di emancipazione e di presa di consapevolezza della propria coscienza di classe.

Oggi più che mai si cerca di indebolire chi lotta per un futuro migliore, prima come studente e poi un giorno come lavoratore. Ma non riusciranno a fiaccare la nostra volontà! La lotta non si ferma! Agli sgomberi reagiremo con forza e determinazione!

Coor2pol

La Polizia municipale provoca (e carica) durante la mostra fotografica degli studenti

Ieri 8 gennaio 2011 alcuni studenti medi presentavano una mostra fotografica sulla recente mobilitazione studentesca a piazza San Domenico. Non si aspettavano quello che sarebbe successo di lì a poco.
Un gruppetto di sceriffetti di cartone, di bulletti del quartiere, ha ben deciso di intimare agli studenti di deporre quelle armi di distruzione di massa (le fotografie!!!) e di consegnarle, di sciogliere in questo modo la pericolosa mostra. Alla rischiesta di spiegazioni hanno pensato di aggredire e trascinare con la forza uno degli studenti in un bar, umiliarlo, e nel frattempo hanno avuto il tempo di tirar fuori una pistola e minacciare di uccidere!!! E indoviniamo un po’ chi erano questi guappi di cartone????  Udite udite costoro erano I VIGILI URBANI. Quelli che mettono le multe e dirigono il traffico, sì, proprio loro!!!!
Alcuni compagni sono accorsi in solidarietà con gli studenti aggrediti (in gran parte minorenni) e hanno difeso con loro la mostra fotografica, che comunque è stata allestita. A quel punto questi ragazzotti fanatici dell’ordine hanno pensato bene di caricare studenti e compagni accorsi. Indossati i loro caschi da motociclisti hanno ingaggiato una colluttazione a pugni e calci colpendo alla cieca compagni e compagne, più giovani e meno giovani, davanti agli occhi smarriti della gente accorsa. Non li abbiamo lasciati passare e abbiamo difeso a lungo l’iniziativa dei nostri compagni, mentre uno di questi loschi figuri un po’ più esaltato diceva che le nostre vite valevano meno di un proiettile della sua pistola, minacciando ancora.

Successivamente un corteo spontaneo ha percorso le vie del centro, urlato la rabbia ai passanti che hanno solidarizzato applaudendo e comprendendo le nostre motivazioni e giungendo fino al comando della Polizia Municipale di Piazza Dante, al cui portone sono state affisse le foto pericolosissime, corpo del reato…

Lo ribadiamo una volta e per tutte, la repressione non ci ferma, ci rafforza, e aumenta la nostra rabbia!

Coordinamento II Policlinico