Cariche al Museo Nazionale, la repressione colpisce ancora.

Proprio mentre il ddl Gelmini veniva approvato in senato. La nostra mobilitazione non si è fermata. I tagli approvati da questo governo non avevano toccato solo scuola e università, ma l’intero fondo sociale nazionale. Siamo andati al Museo Nazionale a portare la nostra solidarietà agli opertori sociali che da stamane erano in mobilitazione. Ma l’unità delle lotte proprio non piace a chi ci governa. Come successe al San Carlo qualche settimana fa, dopo un’assemblea con i lavoratori, che di buon grado avevano accettato la nostra solidarietà, stavamo chiedendo di fare una visita guidata gratuita per tutti all’interno del museo, ma i carabinieri manganello alla mano hanno cominciato a picchiare duro, contro studenti e lavoratori, ferendo anche alcuni studenti. Una carica violenta a dimostrazione del clima repressivo che si sta respirando negli ultimi mesi contro chi sta lottando autorganizzandosi dal basso.

La vostra repressione non ci farà paura, la nostra lotta sarà sempre più dura.

lunedì 20 dicembre, ore 12:30 ed.20 – ASSEMBLEA PUBBLICA E COLAZIONE SOCIALE

Lunedì 20 dicembre alle 12:30, nei pressi dell’aula occupata Sergio Piro (Ed.20), si terrà un’assemblea pubblica con colazione sociale. Parleremo insieme della mobilitazione studentesca delle ultime settimane, in vista del grande corteo che si terrà a Napoli, come in tutte le città d’Italia, mercoledì 22 (appuntamento alle 9,30 a piazza del Gesù).

Dopo l’ultima giornata di mobilitazione a Roma, lo scorso 14 dicembre, la lotta non si ferma!
L’iter parlamentare del ddl Gelmini continua e la prossima settimana sarà in discussione al Senato con votazione prevista per il 22 mattina. Tutto ciò è inaccettabile, soprattutto alla luce del malcontento diffuso espresso dalle partecipatissime manifestazioni di questi giorni (a Roma eravamo in 100 mila!). Gli studenti torneranno in piazza il 22 a Napoli, come in tutta Italia, per ribadire il loro NO non solo alla riforma dell’università, ma anche a quelle logiche e quegli interessi che determinano disoccupazione, precariato e inquinamento ambientale.

Parliamone insieme! Partecipate e fate girare!

“La carica dei centomila sfiducia il governo! Ed è solo l’inizio!!”

Non poteva prevederlo nessuno che crescesse così tanto! Una manifestazione nata in maniera spontanea e autorganizzata, quasi un tam tam dal basso, l’appuntamento di una generazione a cui stanno rubando il futuro. E a Roma gli studenti eravamo tantissimi, centomila e forse di più, un mare attraversato anche da mille altre resistenze, i comitati ambientalisti campani, quelli dei terremotati de l’aquila, i no tav, i migranti… a sfiduciare dal basso questo governo, al di là dei giochini e dei mercati del palazzo.  Solo da Napoli oltre mille gli studenti medi e universitari che si sono dati appuntamento all’alba per andare a Roma e dimostrare ancora e sempre che o si blocca la riforma o si bloccano le città!
Nasce così il fiume autoconvocato di persone che attraversa Roma e assedia la “zona rossa” del potere, l’ennesima dimostrazione autoritaria di un palazzo che si sente delegittimato e nega lo spazio al dissenso e alla contestazione. Con un provvedimento senza precedenti che tradisce le paure dei potenti: la blindatura completa di tutto il centro storico della capitale!
Ma oggi il movimento non era disposto a farsi ingabbiare e la rabbia è esplosa: una, due, dieci volte! La rabbia di migliaia di studenti.
Ora si sprecano le “condanne” e gli “stereotipi”, il riflesso di autoconservazione dei sepolcri imbiancati, le narrazioni automatiche di una politica che non sa offrire risposte. Il tentativo di ridurre tutto a un album di famiglia, alla cartografia conosciuta e rassicurante. La realtà ci dice che in piazza c’erano tanti giovanissimi, di 18, 20, 22 anni, una generazione nuova che tra l’eutanasia e la rivolta ha scelto la seconda. Una generazione precaria per la quale l’unica opzione di una politica sempre più autistica è la repressione:  su via del Corso e in piazza del Popolo si sono succedute le cariche coi blindati, i feriti, il pestaggio vigliacco dei fermati, gli arresti! Eppure la gran parte degli studenti ha resistito in piazza fino alla fine. 
E’ il vento che dal basso sta scuotendo tutta l’Europa contro i governi della crisi, da Atene a Parigi a Londra. A Roma… Cosa altro ci si aspettava!?
In verità sappiamo che tantissima gente oggi ha solidarizzato con noi: le tante migliaia di studenti e precari in lotta rappresentano la possibilità di riconquistare il diritto alla scuola e all’Università pubblica in questo paese. E ancor più il diritto al futuro. La mobilitazione continua, a partire dalla solidarietà con gli arrestati e i fermati! Un altro mondo è possibile, ma è necessario andarselo a prendere!

Movimento studentesco napoletano

La polizia carica il corteo degli studenti

Il corteo che si è mosso oggi, 2 dicembre, per le vie del centro è stato caricato dalla polizia mentre era al Teatro S. Carlo. Gli studenti infatti stavano incontrando i lavoratori del teatro anche loro in mobilitazione da mesi contro i tagli al mondo dello spettacolo.

La polizia ha caricato ripetutamente colpendo passanti e creando disordine. Poi ha portato in questura due studenti che ad ora sono ancora in stato di fermo.

Il corteo sta presidiando la questura in attesa del rilascio dei due fermati. Chi può accorra.

Blocchiamo tutto.

Coordinamento II Policlinico

Occupato il Mazzini!

Oggi  l’ISS Mazzini ha deciso di urlare il proprio dissenso nei confronti del decreto gelmini attraverso l’occupazione dell’edificio.

Nonostante la repressione del preside, che ha cercato di  intimore gli studenti, arrivando addirittura ad aggredire una ragazza, in questo momento al Mazzini sono in corso un’assemblea organizzativa e un approfondimento sulla legge!

Contro la scuola autoritaria che vuole tappare la bocca e tarpare le ali agli studenti, che ogni giorno di più assume il volto della che la “ministra” Gelmini ha in mente, per la partecipazione degli studenti, per un’istruzione libera, esprimiamo la solidarietà al Mazzini e a tutte le scuole occupate.

Riprendiamoci il nostro futuro!

Coordinamento II Policlinico

Vogliono BLOCCARCI il futuro? Noi BLOCCHIAMO TUTTO.

Oggi, studenti di scuole e università, siamo scesi nuovamente in piazza e, diretti verso la stazione centrale, abbiamo occupato i binari della Freccia Rossa, impedendo la circolazione dei treni ad alta velocità. Dopo il blocco del traffico ferroviario, protrattosi per oltre un’ora, ci si è diretti nuovamente in corteo verso il museo nazionale, per sfilare da lì lungo le vie del centro storico bloccando il traffico, facendo sentire alla gente la propria voce.

Cori e striscioni “blocchiamo tutto”, “No: rifiuti in strada, discariche, inceneritori. Si: differenziata, recupero, riciclo, riuso” tenevano alta l’attenzione non solo sul “decreto Gelmini” recentemente approvato alla Camera, ma anche sulla questione rifiuti, lanciando la data nazionale dell’11 dicembre a Terzigno.

La riforma universitaria è solo l’ultimo dei tanti tasselli che vanno a comporre il quadro generale di un Paese in cui si antepone l’interesse di pochi ai bisogni della popolazione, dal momento che sottomette l’istruzione alle esigenze del mercato, creando futuri lavoratori, precari a vita, privi di qualsiasi pensiero critico e diritti.

L’elemento speculativo è alla base anche dell’emergenza rifiuti, per la quale per anni governo e amministrazioni locali hanno avallato quel sistema di interessi che se da un lato lega politica, massoneria, camorra e imprenditori, dall’altro avvelena i territori e uccide gli abitanti della Campania.

La contestazione studentesca si è quindi unita a quella per la difesa del territorio, nell’ottica della generalizzazione delle lotte, con la quale ci si può opporre agli interessi borghesi.

UNITI SI VINCE.

Coordinamento II Policlinico

Guarda le foto del blocco stradale

Contemporanemente in tutta la città i comitati in difesa della Salute e dell’Ambiente hanno realizzato vari blocchi in strada con i rifiuti, parte delle tantissime tonnellate che ancora giacciono, chiedendo di liberare Napoli dall’immondizia con l’attuazione però di un autentico piano alternativo.

I blocchi sono stati realizzati a Materdei (via Imbriani), al centro storico, a Pianura, a via Argine a Ponticelli, a piazza Cavour.