Occupazione del rettorato dell’Università Federico II: il nostro futuro non è carta straccia!

Oggi, 27 gennaio, il giorno in cui il Consiglio dei Ministri dà il via alla discussione sul progetto di abolizione del valore legale dei titoli di studio, abolendo di fatto tutti gli sforzi, i sacrifici, le speranze di migliaia di studenti in tutta Italia, i ragazzi di “serie b”, quelli che non si possono permettere di accedere ai tanto decantati poli d’eccellenza, hanno deciso di mollare libri ed appunti e lanciare un segnale di rottura.

Questa mattina è stato occupato il rettorato dell’ Università Federico II di Napoli dal quale campeggia lo striscione “il nostro futuro non è carta straccia”, slogan che rimanda alle scorse mobilitazioni contro chi, da destra e da sinistra, riforma dopo  riforma, ha provveduto a svendere la nostra formazione e la nostra vita fino ad arrivare a quest’ultimo affondo.

La proposta al vaglio dei distinti ministri dell’operoso Governo tecnico è quella di annullare il voto di laurea come criterio di valutazione e di modificare l’ accreditamento delle singole università italiane. L’obiettivo è quello di arrivare  al  perfezionamento del  progetto di formazione di poli d’eccellenza inaccessibili agli “sfigati” che non possono permettersi di pagare le rette altissime o di sostenere lo spostamento da una parte all’ altra della penisola, ma i cui titoli si configurano l’unico ponte verso il mondo del lavoro, che non a caso, proprio in questo momento, è sotto attacco.

Anche questo provvedimento, infatti, si inserisce nelle innumerevoli riforme che stanno interessando l’Italia in queste settimane, da quelle del sistema pensionistico, agli attacchi al mondo del lavoro, che stanno creando un sistema in cui riesce a sopravvivere non chi è il più bravo, il self-made man (come loro vogliono farci credere parlando di “meritocrazia”), ma chi ha più possibilità economiche e chi è disposto ad abbassare la testa contro i soprusi e lo sfruttamento.

Ed è per questo che, stanchi di tutto ciò, abbiamo deciso di mettere in atto quest’azione simbolica: questo non basta. E’ necessario che tutti gli studenti si mettano in gioco ora in avanti contro l’ennesimo provvedimento che intensifica il processo di selezione di classe che da 15 anni vede la trasformazione delle università pubbliche. Seguiranno una serie di appuntamenti da organizzare e discutere tutti assieme affinché anche quest’ennesimo attacco ai nostri diritti non cada nell’indifferenza.

Lunedì 30 gennaio ci sarà un’assemblea pubblica alle ore 15:00, a palazzo Giusso dell’Università Orientale di Napoli per confrontarci su questo tema, capire che conseguenze ci saranno, in che quadro si innestano questi provvedimenti e per organizzarci affinché il nostro futuro non sia carta straccia!

 

Studentesse e studenti napoletani

Riprendiamoci tutto! 200 persone invadono l’Ascalesi contro il caro-ticket e la dismissione. Verso l’assedio della regione Campania

Oltre 200 persone tra comitati in difesa della Sanità pubblica, movimenti dei precari, sindacati di base, attivisti dei centri sociali e dei collettivi studenteschi, hanno invaso stamattina l’Ospedale Ascalesi, contro il caro-ticket e gli inaccettabili tagli alla Sanità Pubblica in Campania che stanno portando alla dismissione di intere strutture sanitarie (e dello stesso Ascalesi). A guadagnarne è la Sanità Privata, da sempre moltiplicatore di potere e di denaro per le caste della medicina e della politica, a perderci sono tutti i cittadini, privati di servizi essenziali e ricattati economicamente con costi esorbitanti su un diritto fondamentale come quello alla Salute.
L’iniziativa ha riscosso un’ovvia popolarità tra tutte le persone che frequentavano l’Ospedale e si è conclusa dopo tre ore con un incontro con la nuova direttrice sanitaria dell’Ospedale che ha inviato un fax al presidente dell’Asl sulle rivendicazioni dei dimostranti. Un’iniziativa che segue il blocco del pagamento del Ticket all’Ospedale Pellegrini messo in atto tre settimane fa.
Ma soprattutto un’iniziativa che avvia una campagna di azioni contro le politiche di austerity e i tagli in regione, per diritti sociali fondamentali come salute, trasporto pubblico, beni comuni, diritto al reddito e al lavoro. Una campagna che coinvolge  in un appello comitati, collettivi, reti, associazioni, movimenti, sindacati di base e arriverà il 15 febbraio a costruire un’assedio e una tendopoli sotto la regione campania per pretendere una svolta e un tavolo permanente sui diritti fondamentali che vengono negati. Noi la crisi non la paghiamo!

Realtà di base e movimenti della Campania 

 

 

volantino ascalesi


Report assemblea del 20 dicembre 2011

Martedi 20 dicembre l’assemblea tenutasi all’aula magna della facoltà d’Ingegneria, ha visto una vasta partecipazione di lavoratori, disoccupati, precari e studenti. Assemblea nata da primi incontri tra sindacati di base, movimenti di lotta x il lavoro, movimenti di lotta x la difesa dell’ambiente, collettivi politici e studenteschi, e centri sociali ma soprattutto ritenuta necessaria per mettere le basi di questo neo coordinamento iniziando a parlare a quanti in questi mesi stanno subendo le “folli” manovre del governo e pagano ormai il prezzo altissimo di una crisi non voluta e generata da loro.

 

Proprio su questa tematica si è sviluppata l’assemblea di martedì dove a partire dall’ intervento dei lavoratori Fiat di Pomigliano, passando a quelli dei disoccupati organizzati del progetto BROS, agli attivisti del movimento ambientale, per finire con il contributo apportato dai collettivi universitari e politici hanno espresso all’unanimità la necessità di intraprendere un  percorso di lotta che veda unito una serie di vertenze presenti sul territorio campano (lavoro, ambiente, sanità, scuola etc.), per unire le forze e costruire un fronte comune fatto di lavoratori, precari, disoccupati, migranti, studenti, pensionati e quanti non vogliono continuare a subire ciò che ci viene imposto da banche e governiCiò significa costruire un grande Movimento di classe che spazzi via i responsabili del nostro affamamento, coloro che anche con la crisi continuano a fare profitti sulla nostra pelle, individuando in primis come nemico comune la Regione Campania che latita e sfugge alle proprie responsabilità; un movimento che lotti e si sviluppi nella piena autonomia da partiti e istituzioni, e che riesca a riappropiarsi o a conquistare quanto negli ultimi decenni, in termini di lavoro e servizi sociali è stato sottratto se non addirittura negato ai tanti proletari.

L’assemblea ha dato così le basi su cui organizzarsi e dare vita ad iniziative di lotta comuni che mirino a colpire i fautori del nostro impoverimento, mettendo così in calendario per la fine del mese di gennaio una manifestazione/assedio che porti il movimento alla Regione Campania, per costringere la Giunta Caldoro ad aprire un tavolo di trattativa con le parti sociali in questioni, e non con i Sindacati Confederali che poco, se non per niente tutelano i diritti dei lavoratori, per la risoluzione delle vertenze in corso.

Di comune accordo l’assemblea ha fissato un nuovo appuntamento dove il neocoordinamento si riunirà, riunione aperta a quanti di loro, come soggetti singoli o realtà organizzate, vogliano portare il loro contributo alla discussione e soprattutto alla lotta per la conquista dei nostri diritti.

La riunione si terrà martedì 3 gennaio 2012 alle ore 17,00 presso la sede del Coordinamento di lotta x il lavoro, in via Cesare Rossarol.

Mov. di lotta x il lavoro Banchi Nuovi – Coordinamento di lotta x il lavoro – Fiom CGIL – Confederazione Cobas – Sindacato Lavoratori in Lotta -  Unione Sindacale di Base – Zeta – Collettivo II Policlinico – Laboratorio Politico ISKRA – Studenti Federico II – ZETA – Collettivo Autorganizzato Universitario – Collettivo Operatori Sociali – Collettivo Area Vesuviana – Lab. Occupato SKA – C.S.O.A. Officina ’99 – Red Link – Ass. Marxista Unità Comunista – P. Carc – Rete salute e ambiente – Radio Vostok

Comunicato Presidio in Lotta per la Salute Pubblica

“I tagli alla spesa sanitaria adottati in tempo di crisi per ridurre i deficit,

si traducono in un parallelo aumento del rischio di morte.

Nonostante i governi possono pensare di proteggere la salute

 salvaguardando i budget sanitari, la spesa in questo campo

 è importante per il benessere e la stessa sopravvivenza della popolazione”

(da uno studio pubblicato online sul British Medical Journal da un team di ricercatori britanici).

Oggi, 20 dicembre 2011, il movimento in lotta per la salute pubblica, disoccupati e studenti  sono scesi in presidio fuori il palazzo della regione Campania per rivendicare il diritto alla salute pubblica, diritto che passa non solo per la cura della patologia ma anche per un lavoro dignitoso e per un ambiente salubre. Sono partiti interventi e slogan contro ogni forma di speculazione e di privatizzazione della sanità, infatti col decreto 49/2010 (Piano di Rientro della spesa Sanitaria Campana)e a livello nazionale col governo Monti, si è avuta l’ultima stangata al sistema sanitario nazionale. Otto miliardi di tagli e aumenti dei tickets, blocco del turn over, chiusura degli ospedali, riduzione delle prestazioni, graduazioni dei ticket in base al reddito, l’allungamento dell’età lavorativa e la riduzione delle prestazioni sanitarie; queste manovre altro non sono un modo indiretto di dirci: non avete diritto alle cure,tranne se non fate parte di quell’elite in grado di pagarsele privatamente! Durante il presidio l’assessore Pasquale Sommese è stato contestato ed è stato invitato a dare risposte che, ovviamente, non sono  arrivate ma anzi si è“rifugiato”, scappando, all’interno dell’inutile palazzo in cui possiede la sua amata poltrona. Il movimento ha ,anche, protocollato una richiesta per parlare con Caldoro, il quale, come al solito, si è fatto negare. Continuiamo e continueremo a lottare contro il colpo doppio che si sta abbattendo sulla classe proletaria (troppo vecchia, troppo assistita, troppo resistente per i nostri tecnici); infatti, da un lato aumentano l’età lavorativa spremendo fino all’ultimo chi lavora, dall’altra riducono le prestazioni sanitarie o le rendono troppo esose. Un modo elegante e indiretto per mandarci un messaggio chiaro e forte: dovete morire! E dovete, il prima possibile, per far quadrare i conti!

 

Movimento in Lotta per la Salute Pubblica

Manifestazione a Napoli per la strage razzista di Firenze!

La Comunità senegalese in Campania organizza a Napoli (come in altre città della regione) una manifestazione dell’indignazione e del dolore per la strage razzista di Firenze! La manifestazione avrà luogo sabato, giornata nazionale di mobilitazione per quel che è successo, con un cortoe che partirà da piazza Garibaldi alle 10.00.
La decisione è stata presa al termine di un’assemblea partecipata e commossa che c’è stata ieri. Che ha voluto mettere alcuni punti fermi: Gianluca Casseri non era un “pazzo” ma un estremista razzista! Non era isolato, nè politicamente perchè faceva parte di un organizzazione di estrema destra (Casa Pound) nè purtroppo socialmente visto l’incredibile numero di commenti razzisti e orribili che hanno invaso il web e vista soprattutto la lunga sequenza di fatti precedenti a partire dall’assalto al campo rom di Torino la settimana scorsa. Infine sicuramente questi fenomeni sono favoriti da una situazione di discriminazione legale che vivono gli immigrati e i rifugiati in Italia, dalla speculazione contro di noi che si fa in ogni campagna elettorale…
La Comunità senegalese invita tutti gli immigrati, gli antirazzisti, i movimenti, le forze politiche democratiche, e la cittadinanza intera a partecipare per dare il segno concreto che un altro mondo è  possibile, per dire “mai più!” violenza razzista, per chiedere la chiusura delle organizzazioni che promuovono l’odio verso gli immigrati e per un futuro di convivenza basato sulla solidarietà e sui diritti!
Il forum antirazzista campano aderisce a questa manifestazione
Forum antirazzista della campania   

COMUNICATO STAMPA CORTEO CONTRO LA FINANZIARIA E MARCHIONNE

“Occupata la Cumana, l’ufficio Ticket dell’Osp. Pellegrini, la direzione INPS – sanzionata la SIAE – Lo striscione d’apertura ricorda Diop e Modou, vittime dell’odio xenofobo e rivendica la chiusura delle organizzazioni razziste!”

Napoli: Circa 2000 persone hanno sfidato la pioggia nella seconda giornata del “No-Marchionne No-Monti Day” per contestare la grave distruzione del contratto collettivo nazionale dei lavoratori simboleggiata dal “modello Pomigliano” e l’ennesima finanziaria di pesanti sacrifici ai soliti noti: precari, studenti, disoccupati, pensionati, ceti popolari, migranti…!!
“Marchionne-Monti i sacrifici fateli voi! “questo ha urlato il corteo che è partito da piazza del Gesù dopo aver scelto un percorso abbastanza inusuale, attraverso le strade popolari dei quartieri come Montesanto e la Pignasecca prima di terminare in piazza Plebiscito eorganizzando diversi blitz per toccare i punti chiave delle politiche di “austerity” che vengono contestate:
lungo il percorso è stato infatti occupato l’ufficio ticket dell’Ospedale Pellegrinibloccando i pagamenti per denunciare il criminale taglio delle strutture pubbliche ospedaliere e l’enorme incremento dei costi personali per accedere al diritto di cura; è stata occupata la Cumana per consentire ai passeggeri di viaggiare senza biglietto per protestare contro il previsto piano di privatizzazione del trasporto pubblico campano, con altri aumenti dei biglietti e tagli alle corse; sono stati occupati gli uffici della direzione regionale dell’INPS in via Medina perchè luogo simbolo dei tagli effettuati dal governo, con milioni di persone che dovranno lavorare ancora di più per ricevere pensioni piu basse, mentre precari e parasubordinati la pensione non la vedranno mai; sanzionata infine con lancio di uova la sede della SIAE contro il copyright… Le iniziative hanno avuto un riscontro sociale importante, soprattutto all’Ospedale Pellegrini, dove per altro i lavoratori delle ditte di subappalto sono in agitazione perchè rischiano di essere tutti tagliati.
Nella manifestazione i collettivi studenteschi di scuola e università, i movimenti Bros, gli operatori sociali, gli insegnanti precari, i sindacati di Base, i centri sociali, i lavoratori delle aziende partecipate (Arpac, Astir..) e della Fiat di Pomigliano.
Martedi prossimo al Politecnico un assemblea per rendere permanenti queste forme di coordinamento di vari movimenti sociali contro la crisi. E’ ormai indispensabile porsi come soggetto coordinato contro istituzioni sempre più sorde a partire dalla regione campania, che dopo anni di malaffare e clientele, oggi taglia tutti i diritti senza nessuna mediazione, o come la stessa Prefettura che ancora una volta ha annunciato di essere disposta a incontrare solo i “sindacati confederali”…!?? (Sulla base di quale criterio democratico..!?). Per non parlare dei livelli di repressione che vanno dai precari alle scuole sgomberate, come ricordavano vari striscioni.
Il corteo è stato aperto da un bandierone senegalese e uno striscione che ricordava Samb Modou e Diop Mor, vittime dell’odio razzista insieme a tre altri cittadini immigrati gravemente feriti a Firenze il 13 dicembre. E un altro striscione che rivendica l’importanza di fermare le organizzazioni che propugnano l’odio razzista e xenofobo, come CasaPound nella quale militava il “camerata Gianluca Casseri” prima della strage allucinante di due giorni fà. In tal senso la manifestazione si è data appuntamento alle iniziative che la comunità senegalese di Napoli deciderà di adottare per ricordare le persone uccise e pretendere diritti, eguaglianza e giustizia.

Movimenti napoletani 

 

Le immagini allegate si possono scaricare in buona risoluzione e liberamente da:

http://www.flickr.com/photos/cau_napoli/sets/72157628429551711/

MARCHIONNE, MONTI… I SACRIFICI FATELI VOI!

Se qualcuno si stava ancora domandando dove volesse arrivare il neo-governo Monti, un governo non eletto e espressione dei poteri forti italiani e internazionali, sostenuto da tutte o quasi le forze parlamentari, le prime uscite pubbliche ci hanno subito indicato la via: tagli al welfare, attacco feroce alle pensioni e al salario, maggiore libertà di licenziare e maggiore precarietà. Insomma, sacrifici, sacrifici, sacrifici…  Proprio mentre si spendono altri 25 miliardi di euro in nuovi armamenti militari (circa due terzi della manovra) per nuove aggressioni come quella alla Libia!

Ma allora sacrifici per chi? È fin troppo scontata la risposta: per la stragrande maggioranza della popolazione: studenti, lavoratori, precari, disoccupati, subalterni e “ceti medi” impoveriti, a cui il nuovo Governo dice “per uscire da questa crisi vi estorceremo denaro e diritti ma sarà per il vostro bene…” !

Risolviamo subito il dubbio: il governo cura solo l’interesse dei padroni, del capitale e della grande speculazione finanziaria di cui Monti è un importante tecnocrate!

In una situazione del genere, con nuove manovre “lacrime e sangue” dopo la macelleria sociale del governo Berlusconi, in Campania si celebra un “evento”… In pompa magna e con la benedizione delle istituzioni locali, arrivano a Pomigliano d’Arco e a Napoli addirittura l’amministratore delegato del gruppo FIAT, Sergio Marchionne e Lapo Elkann, per la presentazione della nuova Panda.

Ma cosa si festeggia “veramente”!? Forse le sorti delle 2300 famiglie degli operai di Pomigliano che non torneranno a lavorare? Oppure le condizioni peggiori in cui si troverà chi è rientrato in fabbrica?

Con il feroce ricatto di Pomigliano (“O un contratto umiliante o restate disoccupati…”) Marchionne è diventato il simbolo di chi vuole distruggere definitivamente il contratto collettivo nazionale del lavoro, l’articolo 18, la democrazia dei lavoratori… Dopo aver speculato per decenni sul finanziamento pubblico la Fiat diventa ancora una volta il partito di chi sfrutta la crisi per cancellare i diritti conquistati in decenni di lotte sociali.

E’ tempo di non restare in silenzio! Viviamo nella regione coi più alto tasso di disoccupazione e di precarietà. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio, le lotte sociali non hanno risposte, i giovani non hanno reddito, stanno cancellando il diritto allo studio, gli ospedali e il trasporto pubblico… E tutti questi assurdi sacrifici non faranno che alimentare la crisi e la speculazione.

Non ci facciamo ricattare, non abbiamo niente da perdere!

E’ tempo invece di rispondere e difendere il nostro comune futuro:

- Contro i “sacrifici” e il governo dell’1% della popolazione. Non pagheremo noi i vostri debiti e la vostra crisi!

- Contro il crescente autoritarismo, le forme di fascismo strisciante e la repressione sui luoghi di lavoro, nelle scuole, verso le lotte sociali, gli immigrati, gli attivisti antirazzisti e antifascisti.

- Contro la precarietà, i tagli al welfare, alla scuola e alle pensioni. E’ il momento invece di conquistare nuovi diritti!

- Contro le spese militari e le nuove guerre che si vanno preparando alla Siria e all’Iran

- Per costruire uno Sciopero Generale e Generalizzato! Per assediare i palazzi del potere!

 

Promuovono:

Centro sociale Officina99, Lab. Occ. Ska, Cobas, Slai/Cobas, Unione Sindacale di Base, Collettivo Autorganizzato Universitario, Studenti FedericoII, Studenti Autorganizzati Campani, Zona di Esperienze ribelli Z.E.R.0 8 1, Collettivo Architettura Break out, Clash City Workers, Coordinamento II Policlinico, Collettivo femminista Degeneri, Laboratorio Politico Iskra, Coordinamento di lotta per il Lavoro, Banchi Nuovi, Movimento Precari Bros, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Comunisti di Ponticelli, Red Link, Area antagonista campana, Prc, Carc, Sll,  Collettivo operatori sociali, Coordinamento Precari scuola, Collettivo Sun Napoli, Laboratorio Occ. Insurgencia

 

12 Dicembre 1969: noi sappiamo chi è Stato!!!

12 Dicembre 1969: la manovalanza neofascista esegue il mandato dei Servizi Segreti e fa esplodere una bomba nella banca di piazza Fontana a Milano! 17 morti e 68 feriti innocenti inaugurano la “strategia della tensione”, scatenata contro i movimenti sociali che dopo il ’68 e l’ “autunno caldo” avevano lanciato l’assalto al cielo dell’emancipazione sociale e dell’eguaglianza.

12 Dicembre 2011: sull’onda della crisi e del terrorismo finanziario scatenato contro i ceti popolari, si tenta di compiere un nuovo passaggio autoritario che sfrutta la crisi stessa per imporre un autentico furto di democrazia e di diritti. Una ristrutturazione autoritaria dei rapporti sociali!
Il governo di Monti e dei banchieri continua la macelleria sociale di Berlusconi con l’ennesima finanziaria di sacrifici, di assalto feroce alle pensioni e ai redditi di lavoratori, precari, studenti…
E il “modello Pomigliano”, imposto dall’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, viene assunto a punto di riferimento per distruggere il contratto nazionale collettivo, l’articolo 18, la democrazia reale sui luoghi di lavoro

Lunedi 12 dicembre 2011 dalle ore 16.00 in piazza San Domenico terremo un seminario-assemblea pubblica con Giuseppe Aragno, storico dell’antifascismo popolare nella città di Napoli.

Per tracciare un filo dei tentativi autoritari in questo paese. In vista delle mobilitazioni della prossima settimana contro la kermesse con cui la Fiat vuole “festeggiare”, con la presentazione della Panda, l’umiliante sistema di relazioni industriali inaugurato a Pomigliano. Nella regione simbolo della precarietà e della disoccupazione non possiamo restare in silenzio!

Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo