VERSO UN 1 MAGGIO AUTORGANIZZATO E DI LOTTA!

Già dall’insediamento di Monti era evidente l’obiettivo principale di questo governo dei padroni e della Bce: distruggere ciò che restava dei diritti dei lavoratori, assaltando l’articolo 18, con lo scontato lasciapassare dei sindacati e di tutti i partiti che sostengono questo governo. La cancellazione formale e generalizzata dell’articolo 18, ultimo baluardo di un tessuto di tutele e di conquiste già scardinate, si inserisce in quel percorso di attacco al mondo del lavoro iniziato dal Pacchetto Treu, passando per la Legge Biagi e la riforma Brunetta, fino al Piano Marchionne in Fiat.

I padroni, uniti da destra a “sinistra” quando si tratta di succhiare il sangue ad operai e lavoratori, oramai la lotta di classe la conducono quotidianamente, in maniera spietata e senza esclusione di colpi: attacchi indiscriminati al salario diretto, indiretto e differito, ai servizi sociali e ai beni pubblici.

La propaganda padronale ha per mesi spacciato questo governo come il salvatore della patria, illudendo milioni di proletari della necessità dei “sacrifici” per uscire dalla “crisi”. Del resto, è la stessa sorte cui hanno assistito i paesi maggiormente colpiti dalla crisi: Portogallo, Irlanda, Spagna, per non parlare della Grecia perennemente sull’orlo della rivolta di massa.

Fino ad ora la crisi l’hanno pagata solo i lavoratori dipendenti, gli operai, i precari, i disoccupati ed i pensionati. Tra questi i lavoratori immigrati sono additati dai partiti xenofobi come “responsabili dell’insicurezza nazionale” e ricattati da leggi infami, anche quando sono travestite nelle forme del “razzismo democratico”. Vengono repressi e deportati con pratiche criminali e umilianti, mentre il grande capitale ne sfrutta la precarietà sociale per imporre tassi di sfruttamento pazzeschi. Chi abbocca a queste campagne razziste si presta quindi all’eterno giochino della guerra tra poveri. Mentre le corporazioni ed grandi patrimoni, al di là dei “teatrali” blitz a Cortina, non sono stati sfiorati, tutt’altro: si regalano due miliardi e mezzo a Morgan Stanley, si stanziano decine di miliardi per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F-35 e per proseguire missioni di morte, chiamate “umanitarie”, contro altri paesi, si tenta di portare a compimento l’inutile e distruttiva linea TAV, calpestando la volontà di un intera comunità e di milioni di cittadini solidali col popolo della val di Susa, reprimendo in maniera brutale il suo straordinario movimento di resistenza.

La scelta di organizzare il 1 maggio in zona flegrea (Fuorigrotta – Bagnoli) non è campanilistica o localistica. E’ evidente infatti che rilanciare la data del 1 maggio, in una fase di attacco generalizzato al mondo del lavoro, all’interno di un quartiere simbolo del movimento operaio e di un’area post-industriale è una scelta del tutto voluta che non vuole sminuire gli aspetti generali per quelli locali. Una zona della città ricca di memoria storica dove permane ancora un senso di appartenenza a quella classe operaia che ha pagato con i propri morti la criminale produzione di amianto, i cui responsabili sono rimasti ancora una volta impuniti. Un territorio distrutto e devastato dalla speculazione, dallo sperpero di denaro pubblico, dalle politiche di sfruttamento dei territori, legate esclusivamente al profitto dei padroni e delle varie amministrazioni nazionali e locali di destra come di sinistra.

L’ultima arrivata è l’amministrazione De Magistris che, candidandosi ad essere l’amministrazione della sola Napoli-bene, sta mettendo in atto la promessa “rivoluzione” usando il braccio “armato” di Narducci e dello “sceriffo” Sementa per accanirsi contro immigrati, ambulanti, occupanti case, disoccupati, movimenti per la difesa della salute e del territorio e in generale contro le fasce disagiate della popolazione napoletana, promuovendo un’idea di città che, alla faccia della discontinuità, calca pesantemente le precedenti amministrazioni innovando semmai in peggio. Esempi lampanti sono la conferma della gestione del patrimonio immobiliare del comune alla Romeo, responsabile dell’attuale dissesto, e la gestione dell’America’s Cup, che inizialmente doveva servire per la speculazione edilizia proprio sul litorale di Bagnoli e che alla fine è venuta a costare 13 milioni di euro senza produrre infrastrutture e per la gioia di quell’1% di napoletani-bene che possiedono una barca. Un balletto vergognoso a fronte di una realtà sociale, occupazionale e abitativa al collasso.

Tutto questo mentre la repressione e la criminalizzazione delle lotte sociali aumenta all’aumentare del malessere e della rabbia della stragrande maggioranza della popolazione: da quella che non riesce a pagare il mutuo o le bollette, passando per quella messa per strada da palazzinari senza scrupoli o quella che per strada ci sta tutta la giornata perchè non ha un lavoro né un reddito, fino a chi butta il sangue una giornata intera dietro una bancarella per racimolare una manciata di euro ed è costretto a scappare all’arrivo degli sgherri di Sementa, oppure quella che un lavoro dignitoso ce l’aveva e ora pensa al suicidio “grazie” a piani lacrime e sangue di Monti, della BCE e dei loro vari amici Marchionne, Marcegaglia e Fornero.

Si tratta ora di rialzare la testa, iniziando anche dal riappropriarci di date, come quella del 1 maggio, soprattutto negli ultimi anni volutamente svuotata del proprio significato. Per questo facciamo appello a tutti i lavoratori organizzati e non, disoccupati, precari, collettivi studenteschi, associazioni, realtà antagoniste e di classe del movimento napoletano per mettere in piedi un corteo di massa, partecipato e determinato in zona flegrea per ricostruire un primo maggio autorganizzato e di lotta, rimettendo al centro le nostre rivendicazioni: la difesa sacrosanta dell’articolo 18, il suo allargamento a tutti i lavoratori, l’abolizione di tutte le forme di lavoro precario, sfruttato e sottopagato, la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, la lotta per il salario/ reddito garantito, all’interno di un contesto di più ampie rivendicazioni come il diritto alla casa, alla salute, ad una scuola pubblica, fino al diritto di vivere in territori non devastati, inquinati e sfruttati.

Adesioni per la costruzione del 1 Maggio:

Laboratorio Politico Iskra, Movimento Disoccupati Flegrei , Ass.Ba.Fu.Ca., Comitato “Luigi Vittone”, Ass. Caracol, Ass. ArciPesca, Ass. Solidarietà Proletaria, Ass. Bereshit, Bagnoli Power, Cittadini Canone Inverso, Comitato Fuorigrotta Resiste, Torneo Antifascista Quarto, Consulta dei giovani di Quarto, Coord. Studenti Flegrei, Circolo “Campi Flegrei” Ass.”Italia – Cuba”, Ass. “Ashiwa” per l’integrazione, ePress – giornale flegreo online, Comitato Referendario Una Spiaggia Per Tutti, Lavoratori SEPSA, Coop. Cantieri Navali Megaride, Lavoratori Tirrenia, RSU-Cgil Comune di Pozzuoli, Dopo Lavoro Ferroviario Napoli, Cgil Ospedale S.Paolo, Coordinamento Opposizione Sociale, Collettivo Operatori Sociali, Movimento in Lotta per la Salute Pubblica, Comitato Pro Maresca, Movimento di Lotta per il Lavoro Banchi Nuovi, Coord. di Lotta per il Lavoro, Movimento Centro Storico, Unione Disoccupati Organizzati, Unione Disoccupati Napoletani, Movimento di lotta centro storico Sedile di Porto, Movimento di Lotta Pontenuovo, Movimento di Lotta Bruno Buozzi Acerra, Zer081, Sud Ribelle, Stella Rossa, Brigata Alcolica Stabia, Radio Vostok, Collettivo Autorganizzato Universitario, ZETA Napoli, Studenti Federico II, Coordinamento II Policlinico, Collettivo SUN Napoli, Comunisti per l’Organizzazione di Classe, CSP – Partito Comunista, Area Antagonista Campana, Csoa Officina99, Collettivo RedLink, Collettivo Area Vesuviana, P.Carc, Sindacato Lavoratori in Lotta, Conf. Cobas, Studenti Autorganizzati Campani, Circ.PRC Bagnoli – Fuorigrotta, Circ. PRC Soccavo – Pianura, SPIF Campania, Malacrjanza, Ass.InterNà, Napoli Ovest, Collettivo Skema Libero-Coordinamento RES.IN.A. di Ercolano, Ass. L’Isola che c’è.

APPUNTAMENTO CORTEO:
CONCENTRAMENTO ORE 9:00 CAMPI FLEGREI

APPUNTAMENTO POMERIDIANO
DALLE 19:00 ALLA ROTONDA DI BAGNOLI
INTERVERRANNO: LAVORATORI SEPSA, TIRRENIA, AVIO, PRECARI BROS, NOTAV
APPUNTAMENTO SERALE:
DALLE 20:30 PROIEZIONE PARTITA DEL NAPOLI / SAGRA SOCIALE
DALLE 22:30 MUSICA LIVE: E’ZEZI + BISCA

“A winner is a dreamer who never gives up” Vittorio Arrigoni, a true winner..

Il 15 aprile dello scorso anno ci lasciava Vittorio Arrigoni. Vittorio non è semplicemente morto, è stato sequestrato, torturato e ucciso. Ancora oggi sulla vicenda si è fatta poca chiarezza, ma noi sappiamo che a prescindere da chi abbia compiuto nei fatti questo gesto, la colpa è di chi vuole che mettere a tacere chi, come Vittorio, prestava le proprie parole ad un popolo che non ha voce. La colpa è di chi distrugge case, famiglie, vite e semina solo odio e rancore. La colpa è di Israele.

Ma chi era Vittorio Arrigoni e perché abbiamo deciso di riparlarne ad un anno dal suo assassinio? Parliamo di un attivista soprannominato “Utopia”, di un uomo che ha rinnegato giovanissimo la sua vita da occidentale per sfidare la morte in terra di Palestina, ogni giorno, fino all’ultimo, credendo nel riscatto e nella liberazione di un popolo oppresso, umiliato, straziato da Israele e dall’ideologia sionista.

Vittorio con il peso dell’ingiustizia e della violenza ci faceva i conti da sempre. Eppure, piuttosto che restarne soffocato o di difendersi da tutto questo con sorda indifferenza, ha deciso farne un fardello e di partire, di vivere al fianco dei suoi fratelli e compagni palestinesi, di condividere con loro il terrore delle bombe e dei colpi sparati addosso, ma soprattutto la sofferenza di una vita in bilico, consumata dall’incubo di un passato atroce e di un futuro incerto ma sicuramente altrettanto crudele.

Soprattutto ha deciso di narrare tutto questo, squarciando il velo di indifferenza e mistificazione che da sempre protegge Israele, rendendo invisibile, da questa parte del mondo, lo strazio del genocidio palestinese.

Ma non si limitava a narrare e a descrivere. Vittorio ci ripeteva continuamente di restare umani, di combattere contro quell’abitudine che porta a vedere ciò che accade lontano da noi con indifferenza o rassegnazione, di saper rinascere in Palestina o in qualsiasi altro posto del mondo dilaniato dall’imperialismo pur svegliandosi ogni giorno in casa propria e nella propria vita; di sentirsi oppressi quanto chi è oppresso, vittima quanto chi è vittima, partigiano quanto chi combatte da una vita per il riscatto del proprio popolo. Restare umani vuol dire proteggersi dall’anestesia di chi la violenza vuole farcela assorbire al punto tale da cancellare in noi ogni forma di disgusto, di riprovazione, di ribellione a questo stato di cose. Significa continuare a distinguere un uomo ferito da un pezzo di macelleria, case abbattute da ammassi di macerie, famiglie distrutte da individui anonimi.

Per uomini come Vittorio è sempre troppo presto per andare via. E limitarsi a ricordarne la morte, rendendolo l’ennesima icona di una vita spesa in modo esemplare (purchè questo esempio, però, lo dia sempre qualcun altro) sarebbe come trardirlo e ucciderlo di nuovo. Scrivere di Vittorio oggi deve rappresentare solo l’ennesima ripartenza verso un impegno continuo al fianco dei popoli in lotta, perché se ne conoscano la storia e le ragioni, perché si impari a riconoscere il torto, perché si ricordi e ci si schieri, perché ci si impegni a fare in modo che non li inghiottisca il solito silenzio complice di chi la Resistenza ha interesse a sopirla per sempre.

Con Vik e con il popolo di Palestina nel cuore!

“Continueremo a fare delle nostre vite poesie, finchè libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi”.

comunicato sciopero lavorator@ centro FTK

Le/i lavorator@ del centro di riabilitazione FTK hanno indetto un sciopero di 48 ore che ha avuto inzio oggi,2 aprile, e continuerà per tutta la giornata di domani a causa della condizione in cui versano i/le lavorator@ che hanno arretrate 9 mensilità, sono ipersfruttati e pagati meno del dovuto perché chiamati da cooperative che trattengono molto del loro stipendio. Non solo questa azienda, ma l’intero settore vacilla ormai da anni fra svariate crisi di liquidità, crisi aziendali, crisi politiche e crisi sistemiche. Tutti gli attori del settore, quali lavoratori e assistiti, si ritrovano a essere a turno vittime di un sistema mal costruito e peggio ancora gestito.

Dalla preoccupazione per il mantenimento dei livelli occupazionali e assistenziali nasce l’indizione dello sciopero per allargare la sfera dei diritti e la dignità del lavoro che allo stato attuale sono di fatto negati del tutto.

Dopo un volantinaggio effettuato a Largo Celebrano che ha suscitato molto interesse nella popolazione,sia per la condizione dei lavorator@ che degli assistiti,si è deciso che domani la giornata di lotta si svolgerà con un altro volantinaggio che inizierà alle 9:30, continuerà con un presidio sotto la sede dell’ASL NA1 del Frullone alle ore 10:30 e, sempre a Largo Celebrano alle ore 11:30,ci sarà un’assemblea pubblica.

In difesa del diritto alla salute e al lavoro!!!!

 

                                         Coordinamento II Policlinico  

                           Movimento in Lotta per la Salute Pubblica