Comunicato Stampa “Bloccata la Tav Napoli-Milano – Alessio libero, liberi tutti! No alla speculazione!”

Una cinquantina di attivisti dei movimenti napoletani  hanno occupato i binari della Tav per oltre un ora, bloccando l’alta velocità per Milano, megafonando e volantinando in stazione e fuori in solidarietà ai 26 attivisti No-Tav arrestati giovedi. Un’azione repressiva disposta dalla Procura di Torino insieme a decine di obblighi di custodia e di perquisizioni che dimostrano tutta la loro strumentalità “propagandistica” a mesi di distanza dalla manifestazione contestata del 3 luglio. Perquisito anche uno spazio sociale napoletano (il 76A a Montesanto) e arrestato un compagno dei movimenti napoletani, Alessio.
Oggi, perciò,  in tutta italia è giornata di mobilitazioni e iniziative per denunciare quella che consideriamo un’autentica intimidazione verso la più strutturata e conosciuta delle lotte ambientali. Un esempio di partecipazione dal basso e di resistenza diretta contro la più clamorosa operazione speculativa degli ultimi trent’anni, che alla fine potrebbe costare oltre 20 miliardi di euro per un’opera inutile e devastante come i trafori in valsusa, dove già oggi passano molte meno  persone (e merci) di quelle che le linee esistenti sono in grado di trasportare. Perciò parliamo solo un enorme occasione di arricchimento di privati a nostre spese: anche l’alta velocità Napoli-Roma dal miliardo di euro iniziale è costata più di sei miliardi, grazie a meccanismi di finanziamento in tutto simili a quelli che abbiamo conosciuto per il terremoto del 1980 o dopo quello recente de l’Aquila.
E tutto per realizzare un servizio dai costi inaccessibili alla gran parte della popolazione e danneggiare il diritto al trasporto: i treni ordinari vanno scomparendo e i biglietti aumentando, anche perchè i costi della Tav hanno impegnato le risorse del trasporto pubblico per decenni! Un pacchetto che presto verrà pure regalato ai privati, come confermano le mire di Montezemolo sull’alta velocità Napoli-Roma.
La nostra vicinanza agli arrestati è per dire: ora basta! Basta speculazioni sulla nostra pelle, basta distruzione dei territori, la lotta No-Tav è la nostra! In Valsusa ci siamo stati e ci torneremo. Liberi tutti! Liberi subito!

Movimenti napoletani

Occupazione del rettorato dell’Università Federico II: il nostro futuro non è carta straccia!

Oggi, 27 gennaio, il giorno in cui il Consiglio dei Ministri dà il via alla discussione sul progetto di abolizione del valore legale dei titoli di studio, abolendo di fatto tutti gli sforzi, i sacrifici, le speranze di migliaia di studenti in tutta Italia, i ragazzi di “serie b”, quelli che non si possono permettere di accedere ai tanto decantati poli d’eccellenza, hanno deciso di mollare libri ed appunti e lanciare un segnale di rottura.

Questa mattina è stato occupato il rettorato dell’ Università Federico II di Napoli dal quale campeggia lo striscione “il nostro futuro non è carta straccia”, slogan che rimanda alle scorse mobilitazioni contro chi, da destra e da sinistra, riforma dopo  riforma, ha provveduto a svendere la nostra formazione e la nostra vita fino ad arrivare a quest’ultimo affondo.

La proposta al vaglio dei distinti ministri dell’operoso Governo tecnico è quella di annullare il voto di laurea come criterio di valutazione e di modificare l’ accreditamento delle singole università italiane. L’obiettivo è quello di arrivare  al  perfezionamento del  progetto di formazione di poli d’eccellenza inaccessibili agli “sfigati” che non possono permettersi di pagare le rette altissime o di sostenere lo spostamento da una parte all’ altra della penisola, ma i cui titoli si configurano l’unico ponte verso il mondo del lavoro, che non a caso, proprio in questo momento, è sotto attacco.

Anche questo provvedimento, infatti, si inserisce nelle innumerevoli riforme che stanno interessando l’Italia in queste settimane, da quelle del sistema pensionistico, agli attacchi al mondo del lavoro, che stanno creando un sistema in cui riesce a sopravvivere non chi è il più bravo, il self-made man (come loro vogliono farci credere parlando di “meritocrazia”), ma chi ha più possibilità economiche e chi è disposto ad abbassare la testa contro i soprusi e lo sfruttamento.

Ed è per questo che, stanchi di tutto ciò, abbiamo deciso di mettere in atto quest’azione simbolica: questo non basta. E’ necessario che tutti gli studenti si mettano in gioco ora in avanti contro l’ennesimo provvedimento che intensifica il processo di selezione di classe che da 15 anni vede la trasformazione delle università pubbliche. Seguiranno una serie di appuntamenti da organizzare e discutere tutti assieme affinché anche quest’ennesimo attacco ai nostri diritti non cada nell’indifferenza.

Lunedì 30 gennaio ci sarà un’assemblea pubblica alle ore 15:00, a palazzo Giusso dell’Università Orientale di Napoli per confrontarci su questo tema, capire che conseguenze ci saranno, in che quadro si innestano questi provvedimenti e per organizzarci affinché il nostro futuro non sia carta straccia!

 

Studentesse e studenti napoletani

Riprendiamoci tutto! 200 persone invadono l’Ascalesi contro il caro-ticket e la dismissione. Verso l’assedio della regione Campania

Oltre 200 persone tra comitati in difesa della Sanità pubblica, movimenti dei precari, sindacati di base, attivisti dei centri sociali e dei collettivi studenteschi, hanno invaso stamattina l’Ospedale Ascalesi, contro il caro-ticket e gli inaccettabili tagli alla Sanità Pubblica in Campania che stanno portando alla dismissione di intere strutture sanitarie (e dello stesso Ascalesi). A guadagnarne è la Sanità Privata, da sempre moltiplicatore di potere e di denaro per le caste della medicina e della politica, a perderci sono tutti i cittadini, privati di servizi essenziali e ricattati economicamente con costi esorbitanti su un diritto fondamentale come quello alla Salute.
L’iniziativa ha riscosso un’ovvia popolarità tra tutte le persone che frequentavano l’Ospedale e si è conclusa dopo tre ore con un incontro con la nuova direttrice sanitaria dell’Ospedale che ha inviato un fax al presidente dell’Asl sulle rivendicazioni dei dimostranti. Un’iniziativa che segue il blocco del pagamento del Ticket all’Ospedale Pellegrini messo in atto tre settimane fa.
Ma soprattutto un’iniziativa che avvia una campagna di azioni contro le politiche di austerity e i tagli in regione, per diritti sociali fondamentali come salute, trasporto pubblico, beni comuni, diritto al reddito e al lavoro. Una campagna che coinvolge  in un appello comitati, collettivi, reti, associazioni, movimenti, sindacati di base e arriverà il 15 febbraio a costruire un’assedio e una tendopoli sotto la regione campania per pretendere una svolta e un tavolo permanente sui diritti fondamentali che vengono negati. Noi la crisi non la paghiamo!

Realtà di base e movimenti della Campania 

 

 

volantino ascalesi


Report assemblea del 20 dicembre 2011

Martedi 20 dicembre l’assemblea tenutasi all’aula magna della facoltà d’Ingegneria, ha visto una vasta partecipazione di lavoratori, disoccupati, precari e studenti. Assemblea nata da primi incontri tra sindacati di base, movimenti di lotta x il lavoro, movimenti di lotta x la difesa dell’ambiente, collettivi politici e studenteschi, e centri sociali ma soprattutto ritenuta necessaria per mettere le basi di questo neo coordinamento iniziando a parlare a quanti in questi mesi stanno subendo le “folli” manovre del governo e pagano ormai il prezzo altissimo di una crisi non voluta e generata da loro.

 

Proprio su questa tematica si è sviluppata l’assemblea di martedì dove a partire dall’ intervento dei lavoratori Fiat di Pomigliano, passando a quelli dei disoccupati organizzati del progetto BROS, agli attivisti del movimento ambientale, per finire con il contributo apportato dai collettivi universitari e politici hanno espresso all’unanimità la necessità di intraprendere un  percorso di lotta che veda unito una serie di vertenze presenti sul territorio campano (lavoro, ambiente, sanità, scuola etc.), per unire le forze e costruire un fronte comune fatto di lavoratori, precari, disoccupati, migranti, studenti, pensionati e quanti non vogliono continuare a subire ciò che ci viene imposto da banche e governiCiò significa costruire un grande Movimento di classe che spazzi via i responsabili del nostro affamamento, coloro che anche con la crisi continuano a fare profitti sulla nostra pelle, individuando in primis come nemico comune la Regione Campania che latita e sfugge alle proprie responsabilità; un movimento che lotti e si sviluppi nella piena autonomia da partiti e istituzioni, e che riesca a riappropiarsi o a conquistare quanto negli ultimi decenni, in termini di lavoro e servizi sociali è stato sottratto se non addirittura negato ai tanti proletari.

L’assemblea ha dato così le basi su cui organizzarsi e dare vita ad iniziative di lotta comuni che mirino a colpire i fautori del nostro impoverimento, mettendo così in calendario per la fine del mese di gennaio una manifestazione/assedio che porti il movimento alla Regione Campania, per costringere la Giunta Caldoro ad aprire un tavolo di trattativa con le parti sociali in questioni, e non con i Sindacati Confederali che poco, se non per niente tutelano i diritti dei lavoratori, per la risoluzione delle vertenze in corso.

Di comune accordo l’assemblea ha fissato un nuovo appuntamento dove il neocoordinamento si riunirà, riunione aperta a quanti di loro, come soggetti singoli o realtà organizzate, vogliano portare il loro contributo alla discussione e soprattutto alla lotta per la conquista dei nostri diritti.

La riunione si terrà martedì 3 gennaio 2012 alle ore 17,00 presso la sede del Coordinamento di lotta x il lavoro, in via Cesare Rossarol.

Mov. di lotta x il lavoro Banchi Nuovi – Coordinamento di lotta x il lavoro – Fiom CGIL – Confederazione Cobas – Sindacato Lavoratori in Lotta –  Unione Sindacale di Base – Zeta – Collettivo II Policlinico – Laboratorio Politico ISKRA – Studenti Federico II – ZETA – Collettivo Autorganizzato Universitario – Collettivo Operatori Sociali – Collettivo Area Vesuviana – Lab. Occupato SKA – C.S.O.A. Officina ’99 – Red Link – Ass. Marxista Unità Comunista – P. Carc – Rete salute e ambiente – Radio Vostok