Solidarietà con gli operai FinCantieri

Esprimiamo piena solidarietà agli operai della Fincantieri

Ormai da 3 giorni, operaie e operai degli stabilimenti Fincantieri hanno alzato il livello dello scontro.
Questa lotta dimostra quanto il problema del lavoro e di conseguenza della sussistenza sia quantomai attuale.
Noi come compagn@ universitari non possiamo altro che esprimere piena solidarietà e ribadire con forza che solo la lotta paga e solo la lotta generalizzata tra studenti,operai e disoccupati può portare alla vittoria della classe sui padroni che stanno distruggendo, con la scusa della crisi economica e dei mercati esteri, posti di lavoro e di conseguenza famiglie e vite.
Prima hanno iniziato con le fabbrichette del nord-est, poi hanno continuato con le grandi fabbriche FIAT e adesso,dopo aver spremuto lo spremibile, continuano con le fabbriche navali Fincantieri.
Tutto questo non è più accettabile! Come non lo è più la criminalizzazione delle lotte!
Uniti contro i padroni,lotta di classe,rivoluzione!!!!

CoordinamentoIIPoliclinico

In Campania c’è un Lager… Chiudiamolo!!!

Manifestazione antirazzista contro il CIE Andolfato: Contro la cultura e la pratica dell’apartheid!

Sabato 21 maggio ore 11.00 piazza San Pietro (S.M.Capua Vetere)
– da Napoli appuntamento partenza ore 9.00 piazza Garibaldi (Hotel Terminus) – 5 euri A/R
Per info e per confermare presenza: chiudiamolo@gmail.com

Appello:

La militarizzazione con cui il governo ha intesto gestire l’arrivo di profughi e migranti dal nord-africa rispecchia la retorica emergenziale e securitaria del discorso pubblico sul tema dell’immigrazione e il suo continuo incattivirsi in chiave razzista. Ed è il volto interno della guerra che anche per questi motivi si sta conducendo in Libia!

La trasformazione della caserma E. Andolfato di Santa Maria Capua Vetere in un centro di detenzione per immigrati e rifugiati è avvenuta in un regime di puro Stato d’eccezione, di autoproclamata “emergenza”, con la costituzione di un campo chiuso e sorvegliato denominato CAI, acronimo sconosciuto alla pur fantasiosa proliferazione semantica che caratterizza la macchina della deportazione in Italia.
Con un’ordinanza del 21 aprile la caserma è stata infine trasformata in un CIE, un “centro di identificazione ed espulsione”, il primo in Campania! Sono le famigerate galere etniche per migranti istituite nel ’98 dalla legge Turco-Napolitano e per le quali il “pacchetto-sicurezza” ha allungato i tempi di detenzione fino a sei mesi! Una lunga reclusione per persone accusate di nulla, se non di cercare una vita diversa, un lavoro o magari l’asilo politico e la protezione internazionale.
La pratica della libertà di alcune migliaia di persone che hanno attraversato il Mediterraneo in queste settimane ha mandato però in crisi le procedure esistenti, dimostrandone tutto il carattere puramente ideologico. Così, saltato anche il paravento di burocrazie e dispositivi, la violenza e l’arbitrio si sono mostrate nella loro nuda realtà!
Inizialmente il governo è stato costretto a riconoscere la protezione umanitaria, ma inspiegabilmente solo per le persone arrivate fino al 5 aprile e con un permesso “non rinnovabile” che di fatto posticipa semplicemente la condizione di clandestinità. Poi c’è stata la detenzione illegittima, ai limiti del sequestro di persona, nei nuovi CAI/CIE di Santa Maria Capua Vetere, Palazzo San Gervasio, Civitavecchia…
con molteplici violazioni dei diritti umani e delle stesse garanzie costituzionali.
Fin dai primi giorni la Caserma Ezio Andolfato è diventata infatti un centro della vergogna, con centinaia di persone costrette a vivere in una tendopoli perennemente esposta al sole e con la polizia che ha represso il loro comprensibile malessere con cariche ripetute, lacrimogeni sparati tra le tende, uso di unità cinofile…
Mentre decine di profughi si fratturavano gambe e braccia nel tentativo di saltare le mura e guadagnarsi la libertà!
I rifugiati che sono oggi reclusi nel CIE di S.M. Capua Vetere sono stati detenuti per circa due settimane, prima su una nave militare trasformata in prigione galleggiante e poi nella caserma Andolfato, senza il vaglio di nessuna autorità giudiziaria. E quando infine è arrivata l’udienza del giudice di pace, al danno si è aggiunta la beffa, col rifiuto di scarcerarli per scadenza dei termini di legge e arrivando anzi ad affermare che i migranti si erano “autoreclusi” di propria spontanea volontà, che si lanciavano dalle mura perchè forse non gli piace uscire dalla porta…!
Oggi le condizioni di detenzione sono diventate ancora più assurde, con le persone rinchiuse l’intera giornata nelle tende, private persino delle reti dei materassi, costrette spesso a usare le bottiglie per i bisogni fisiologici…!
Intanto le mura della caserma Andolfato confezionano un chiaro messaggio di criminalizzazione sociale. Sono una vera frontiera del senso: al loro interno, dietro i pattugliamenti della polizia a cavallo (!), circondati giorno e notte dai reparti antisommossa, i “giovani coraggiosi che in nordafrica si rivoltano per la democrazia”, diventano rapidamente “pericolosi e inquietanti clandestini”… e si svela tutta l’ipocrisia di chi a parole incoraggia la “lotta per la democrazia” e nei fatti vorrebbe continuare ad avere regimi polizieschi che impediscano la libertà di movimento ai propri cittadini, garantendo la blindatura della fortezza europa.

Cancellare il CIE Andolfato, dove si violano i diritti umani delle persone, è perciò una responsabilità di tutti! Il 21 maggio manifesteremo a Santa Maria Capua Vetere per pretendere la chiusura di questo lager, come degli altri campi detentivi; per rivendicare il diritto a una vera accoglienza e alla regolarizzazione attesa anche dai tanti migranti che ancora sono costretti alla clandestinità in tutta italia.
Ci mobiliteremo contro le norme razziste approvate in questi anni e che servono solo a sfruttare i lavoratori immigrati, a speculare sulla politica della paura e ad affogare nella guerra tra poveri quel pò di libertà che ancora esiste.

E’ tempo invece di raccogliere il vento dei cambiamenti che arriva dal Sud per aprirci a una nuova visione del Mediterraneo. Che deve smettere di essere la tragica tomba di migliaia di persone che “non ce l’hanno fatta” per diventare un mare dei diritti e della libertà a partire dal fondamentale diritto di movimento degli esseri umani!

Per adesioni: chiudiamolo@gmail.com

Coordinamento antirazzista contro il CIE Andolfato

Fare l’università non deve essere un’impresa!!! Fuori confindustria dalle università

Oggi 3maggio, studenti e studentesse napoletani hanno interrotto l’iniziativa “Biotecnologie. incontro Università-Impresa”, che si teneva presso la nuova facoltà di biotecnologie.

Al momento dell’apertura dello striscione “fare l’università non deve essere un’impresa”, due studentesse hanno preso la parola, sollevando una serie di critiche rispetto ai precedenti interventi.

Denunciamo il tentativo subdolo di mettere a tacere la contestazione portato avanti da quei rappresentanti istituzionali della facoltà presenti in aula: se a parole, infatti, si sono ipocritamente detti aperti al dialogo con gli studenti, nei fatti hanno fatto in modo che l’aula si svuotasse in parte, abbandonandola essi stessi e sollecitando lo stesso atteggiamento da parte della platea.

Probabilmente avrebbero avuto poco da dire rispetto alla messa in evidenza di un progressivo rafforzamento del potere delle imprese nelle nostre università, proprio loro che alle imprese hanno aperto di buon grado la porta principale delle nostre facoltà, proprio loro che le invitano nella più pomposa cornice istituzionale di strutture non attive ma tirate a lucido per l’occasione (poi poco importa che gli studenti continuino a frequentare aule e laboratori fatiscenti…)

Non avrebbero avuto niente da dire neanche rispetto alla crescente influenza che i privati hanno nella distribuzione dei fondi di ricerca e nella sua pianificazione, nell’organizzazione dei tirocini pre-laurea, occasione di lavoro non retribuito, dato in cambio di  un apprendimento parcellizzato, spendibile solo presso poche aziende in cui andare a prestare mano d’opera a basso costo all’indomani della laurea.

Denunciamo quindi il vile apparentamento tra professori universitari e imprese, che troveranno sempre la nostra opposizione ferma. La nostra lotta per un’università pubblica, di tutti e di qualità non si fermerà.

Studentesse e Studenti Napoletani

Guarda il video del nostro intervento

 

La verità sull’ennesima aggressione fascista

La mattinata del 29 Aprile si è aperta all’insegna di una nuova e vile aggressione fascista a suon di coltelli a Porta di Massa,alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Ci sembra doveroso fare una ricostruzione dei fatti,vista la mistificazione mediatica operata dalle principali testate giornalistiche, anche quelle della cosiddetta “sinistra istituzionale”,che parlano di “rissa”,”guerra tra bande”,etc. tesi che crolla se si contestualizza la vicenda.

Durante la notte del 28 Aprile,sono comparse scritte di natura fascista e provocatoria, come “antifascisti vi buchiamo”,svastiche e celtiche.

La mattina del 29 le studentesse e gli studenti di Porta di Massa stavano prontamente provvedendo a cancellare queste infamità dai muri della Facoltà, quando un militante di CasaPound è andato a provocare le compagne e i compagni,prima verbalmente e poi mostrando un coltello, con chiaro riferimento alla minaccia della sera prima. Ad una pronta risposta delle militanti e dei militanti, a mani nude,il vigliacco si è rifugiato nella Facoltà di Giurisprudenza a 2 passi da lì. Dopo circa una mezz’ora in cui le compagne e i compagni avevano ripreso a cancellare le scritte, 4 fascisti, tra cui Enrico Tarantino (http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2011/23-aprile-2011/se-candidato-municipalita-fa-auguri-adolf-hitler-190497830024.shtml), militante di CasaPound e candidato nella lista civica “liberi per Lettieri” e  fascisti appartenenti alla “Costiera Futurista”, , si sono gettati tra i militanti con i coltelli sguainati e hanno ferito 3 compagni a braccia,gambe,nuca e ad uno di questi è stata trapassata la mano con una coltellata e gli sono stati lesionati 2 nervi.(http://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/io-c-ero-ho-visto-tutto/cm-156142)

A quel punto i fascisti sono stati messi in fuga e i feriti portati all’ospedale, mentre la solidarietà di tutte e tutti portava alla creazione di un presidio fuori la Facoltà e dal quale è partito un corteo ,nel momento in cui è arrivata la notizia che i compagni erano stati anche portati in Questura ( oltre il danno la beffa). Il corteo arriverà fino alla Questura per portare solidarietà ai compagni che sono stati trattenuti diverse ore dalla DIGOS e sono stati anche denunciati. A quel punto un ulteriore corteo è partito ed ha attraversato tutto il centro storico,reagendo prontamente all’aggressione,perché è ormai chiaro che di aggressione si tratti, un’aggressione premeditata per giunta. Il corteo cercherà di raggiungere inoltre la sede del Pdl di P.zza Dante per denunciare la connivenza tra questo partito e fascisti, primo fra tutti Enrico Tarantino, già balzato alle cronache per aver espresso la propria stima per Hitler. Quando il corteo è arrivato in P.zza Dante però la polizia ha violentemente respinto e disperso il corteo con manganelli e lacrimogeni ,mentre nel frattempo una parte di compagne e compagni era andato a contestare Lettieri ai Decumani,anche se i soliti scribacchini hanno lasciato volutamente nell’ambiguità quella che è una semplice contestazione verbale, trasformandola in un’aggressione, così come l’agguato squadrista è diventata una “rissa tra bande” .(http://www.youtube.com/watch?v=XWidkAWIIfw&feature=player_embedded#at=24)

Ma la giornata non è ancora finita : infatti  la sera era in corso una festa di a Palazzo Giusso quando 7 individui a bordo di motorini ,di cui  2 a volto coperto e armati di mazze con scritto “boia chi molla” e coltellacci da macellaio, hanno tentato di fare irruzione nel Palazzo. Anche se la piazza ha reagito prontamente con lancio di bottiglie, questi vigliacchi ,minacciando la folla con il coltello per  cercare di non far intervenire nessuno,hanno pestato un compagno,come a ribadire che non si possa interferire nella campagna elettorale di alcuni candidati ,appoggiati anche da  esponenti della criminalità ,riconosciuti durante questa aggressione.

Ovviamente il giorno dopo i giornali non sottolineavano la vicenda ma titolavano “bomba su Lettieri”, mistificando ancora la realtà ,infatti era stata lanciata durante la notte una bomba carta su la sede di “liberi per Lettieri”,vuota per giunta .

Ci è sembrato quindi giusto smontare questa rete di menzogne strumentali alla campagna elettorale in corso ribadendo che noi non appoggiamo nessun partito né candidato e per dichiarare che non siamo disposti a cedere neanche di un passo davanti a queste aggressioni squadriste.

 

Contro il fascismo e la sua violenza ora e sempre resistenza!!!

 

Coor2pol